Da piccole io e mia sorella Lucia dormivamo sempre assieme. A pensarci bene, anche quando oramai non eravamo più tanto piccole abbiamo continuato a farlo. Mia madre ci provava a comprarci i letti separati ma noi ai tempi eravamo ancora abbastanza magre da riuscire a stare entrambe in un lettino singolo.
Fin da piccola, ero io quella che aveva più bisogno di avere accanto qualcuno di notte. L’insonnia ha cominciato a bussare alla mia porta molto presto e, una volta entrata, non c’è più stato modo di mandarla via.
“Ma tu come fai ad addormentarti?” le chiedevo cercando di tenerla nel mondo degli insonni. “Penso alle cose belle” mi rispondeva lei. “Ma come si fa a pensare alle cose belle? A me di notte vengono in mente solo quelle brutte” le dicevo. “Ecco perché non dormi” faceva lei, pragramtica e divertita.
A volte, per tenermi occupata, mi faceva i test di Cioè, andavano un sacco di moda i test nei anni ‘90.
“Scopri se sei fedele”, “Sai mantenere un segreto?” “Qual è il tuo ragazzo ideale?”. I titoli dei test erano davvero assurdi, non vi dico le domande. Comunque a me usciva sempre il profilo B, quello che non si capisce una mazza, quello che dice che non sei né fedele né infedele, che a volte mantieni i segreti e a volte no e che il tuo ragazzo ideale forse c’è e forse no. A mia sorella usciva spesso il profilo A, quello bello. Ma secondo me a volte barava sulle risposte. D’altronde il profilo B era giá mio e il profilo C non lo voleva nessuno, perché era quello delle stronze che tradivano amici e amori e non avrebbero mai incontrato l’anima gemella.
Comunque io di tutte quelle notti di insonnia e test ne ricordo due in particolare: una è la notte prima che lei si sposasse, a soli ventidue anni. Quella notte anche lei era piena di paure e preoccupazioni e ha dormito ancora meno di me. E io pensavo “Ma cosa si preoccupa tanto? Lei anche domani sera dormirá con qualcuno, sono io a rimanere sola in questo letto troppo grande”.
E poi ricordo quella notte di tanti anni prima quando mia sorella mi svegliò con uno strattone, avvertendomi che sopra il mobile del soggiorno (non avevamo ancora una camera tutta per noi ai tempi) c’era un mostro gigante. Siccome sapevo che mia sorella era più capace di me di pensare alle cose belle, ma era anche un po’ cagasotto, l’aveva tranquillizzata dicendole che i mostri non esistevano, che forse aveva fatto un brutto sogno eccetera eccetera. Ma lei insisteva e così mi ero arresa ad aprire gli occhi e guardare il famoso mobile…cazzo, il mostro c’era davvero. E così, impaurite e spaventate, ci siamo strette forte in quel lettino singolo nascondendo la testa sotto alle coperte e cercando di non fare rumore.
Su cosa successe dopo, come accade in tutte le famiglie, ci sono versioni contrastanti: mia sorella dice che ci mettemmo a gridare in coro “mammaaaaaaa”, io penso che prima o poi una delle due avrá capito che la testa del mostro in realtá era un enorme uovo di pasqua che ci aveva regalato la nostra nonna.
Non so come sia andata realmente, ma oggi che è il compleanno di Lucia ho pensato che essere sorelle alla fine è un po’ questo: vedere gli stessi mostri e tenersi strette per non farsi divorare.
Buon compleanno sister!