Qual è l’ultima immagine di te nella quale riesci ancora a riconoscerti? O meglio “a quanta distanza ti trovi dal tuo essere biologico attuale?”
Ti propongo questo esercizio: prendi un video maker, ma uno bravo, tipo la mia amica Rachel Watts. Piazzati davanti alla camera, con pochi trucchi o effetti e con la luce giusta. Leggi, parla, racconta, fai qualcosa insomma. Nel mio caso, ero impegnata nella lettura di una parte di un mio racconto da inviare a una casa editrice. Una volta terminato, piazzati davanti al pc e osservati, ascoltati, guardati come se guardassi un’altra.
Se la persona che vedi attraverso lo schermo ti suona amica, famigliare, o almeno conosciuta…complimenti, ciò che sei e la tua immagini di te non si discostano poi tanto, a testimonianza di un certo equilibrio interiore e di una sana accettazione del tuio processo di crescita e maturazione.
Se, invece, la prima domanda che ti attarversa la mente è “Ma chi cavolo è quella sconosciuta che mi ha rubato i vestiti e le parole?” e hai bisogno della conferma di almeno due amiche, tua madre e tua nipote che giurano che quella sei davvero tu…Don’t panic, no pasa nada.
Siediti, sorseggia un buon vino e fai i conti col fatto che l’ultima immagine di te con la quale senti un minimo di vicinanza risale ad almeno dieci anni fa. Nessuno ti ha ingannato, le luci sono quelle giuste e la tua amica Rachel è davvero brava.
E poi il racconto è proprio bello e forse dieci anni fa non avresti potuto scriverlo.