Ho pensato a lungo a come poter affrontare la pagina del “chi sono”, mica per altro, è che ancora non credo di averlo capito bene.

Posso affermare con assoluta certezza di essere una che dorme poco, ride molto e si chiede un sacco di cose. Amo il mare, il vino, i sentieri, fare colazione al bar e i tramonti. 

Mi capita di essere bugiarda, ma non riesco ad ingannarmi. E non si può certo dire che non ci abbia provato.

Ho vissuto i primi 37 anni della mia vita ad Alessandria perché in fondo ho qualcosa di eroico anche io. Che poi non si tratta di Alessandria o Barcellona o New York. È che dobbiamo darci il permesso di tradire. Amici, famiglia, posti, idee. Senza tradimento non c’è rivoluzione.

Mi occupo da sempre di educazione e sostegno alle persone in situazioni di vulnerabilità. Insomma faccio con gli altri quello che avrei sempre sognato che facessero con me, che mi prendessero un po’ per mano e mi aiutassero a sostenere tutta questa spaventosa fragilità.

Scrivo racconti brevi perché sono ansiosa e mi fanno paura i progetti a lungo termine: la brevità è una scelta di vita più che una elezione stilistica. Alcuni dei miei racconti sono stati definiti brillanti, altri ostici, la maggior parte cupi. Non so se sia il caso, ma ne vado abbastanza fiera.

Preferisco viaggiare da sola perché credo che, in questo modo, sia più facile incontrarsi.

E quando qualcosa dentro comincia a sanguinare, mi metto a scrivere.